L’acqua italiana: il futuro è privato

ago 20, 2011 da Aquarius

Anche l'Italia in futuro potrebbe avere degli problemi con l'acqua.Dinanzi alla minaccia di un futuro senz’acqua, anche l’Italia quest’anno ha avviato un processo di privatizzazione dell’oro blu. Secondo gli esperti, la gestione pubblica dell’acqua in Italia non può definirsi propriamente impeccabile.

Sopperire all’inefficienza

I furti, le frequenti carenze idriche nelle regioni meridionali nonostante la grande ricchezza d’acqua dolce che caratterizza il nostro paese e i costi non sempre economici del servizio pubblico, sono le cause principali da cui partire per evidenziare le falle esistenti nel sistema della gestione pubblica dell’acqua. Da qui l’idea dello Stato di aprire ad imprenditori privati la gestione dell’acqua in Italia. L’idea di privatizzare l’acqua, che è stata anche oggetto di un referendum elettorale, ha alzato un polverone che ha scatenato l’ira degli ecologisti, dei comunisti, dei cattolici e di quanti, a gran voce, sono scesi in campo per difendere un bene che – per i suoi principi vitali – dovrebbe poter essere accessibile a tutti, senza distinzioni di razze o classi sociali.

L’acqua c’è. Sono i soldi a mancare.

Tuttavia, al di là dei sentimentalismi e delle belle parole, la realtà evidenzia che lo Stato italiano non ha più le risorse economiche necessarie per gestire adeguatamente il sistema idrico del nostro paese che, nonostante tutto, resta uno dei più ricchi d’acqua potabile al mondo. Insomma, l’acqua c’è ma non ci sono i soldi per gestirla bene. Questo è il problema principale degli acquedotti italiani e, volente o nolente, quella della privatizzazione dell’acqua sembra essere l’unica via d’uscita da questo impasse. Non avere abbastanza soldi a disposizione per gestire la rete idrica, infatti, significa essere impossibilitati a migliorarla e quindi non essere nelle condizioni, ad esempio, di effettuare dei lavori di individuazione e ricostruzione delle falle che esistono nei condotti dell’acqua da cui fuoriesce la maggior parte dell’acqua che, in questo modo, anziché arrivare nelle nostre case o nei nostri campi, si perde per strada.

Immagine: rozel86 – Fotolia

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