Sudan e Ciad hanno bisogno d’acqua
Secondo gli esperti, il problema dell’acqua nel mondo nei prossimi vent’anni riguarderà l’intero pianeta; attualmente, però, esistono già fette molto grandi di popolazioni afflitte dalla carenza d’acqua. Tra queste il Sudan e il Ciad, due vaste regioni africane, combattono da sempre contro lo spettro della mancanza d’acqua. Queste regioni secondo l’Onu sono quelle che più patiscono la mancanza di risorse idriche.
Le cause del problema
Le cause di questa deficienza sono molteplici ma sostanzialmente sono tutte riconducibili all’enorme povertà che da sempre afflige queste popolazioni. Non ci sono, infatti, le risorse economiche necessarie per costruire pozzi, non ci sono risorse per creare nuove fonti idriche e mancano addirittura le strade che consentirebbero di facilitare il trasporto da una zona all’altra del paese delle poche risorse d’acqua che esistono. La drasticità di questa situazione si amplifica alla luce dei recenti conflitti che hanno sconvolto questi territori, costringendo gran parte della popolazione a spostarsi in altre zone spesso ancora più disastrate dal punto di vista delle fonti d’acqua.
Unicef: una risposta concreta al problema dell’acqua
Attraverso il progetto ‘Acqua per i bambini nomadi’, l’Unicef ha dato risposte concrete a queste popolazioni raccogliendo enormi cifre a favore dello sviluppo della rete idrica. L’obiettivo principale è quello di costruire nuovi pozzi attraverso una tecnica di scavatura manuale che permette di abbattere i costi di costruzione e soprattutto di realizzare questo tipo di impianti anche in zone difficilmente accessibili ad altri macchinari. In secondo luogo, l’Unicef sta cercando di sensibilizzare l’opinione delle autorità locali a favore di questa nuova tecnica di trivellazione manuale dei pozzi in modo tale che si possano stanziare nuove risorse economiche per costruire altri pozzi in tutte le aree del paese. Secondo l’Unicef, infatti, questo progetto rimetterebbe in carreggiata anche la produzione delle piccole imprese africane che, trovandosi nuovi progetti commissionati, potrebbero incentivare il lavoro oltre che favorire l’approvvigionamento di acqua per la popolazione. Questo progetto, inoltre, sarebbe utile anche per creare un gruppo di esperti che, direttamente sul territorio, dovrebbero controllare la qualità dell’acqua oltre che il funzionamento e la gestione dei nuovi pozzi. L’Africa chiede aiuto e l’Unicef risponde con un progetto davvero interessante.
Illustrazione: Vitor Martinho – Fotolia
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